Soldi o felicità?

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È lunedì. Oggi ha inizio la mia prima settimana da neolaureata e una certa sensazione di ansia e di vuoto inizia a farsi sentire.

La scorsa settimana ero ancora in preda all’emozione e al senso di liberazione (oltre che ai sintomi dell’influenza!) e non riuscivo ancora a realizzare a pieno il cambiamento che stava avvenendo nella mia vita.

Oggi, invece, inizio a realizzarlo davvero. Inizio a comprendere che il periodo dell’università si è definitivamente concluso e che non posso più definirmi una studentessa. È arrivato il momento di iniziare una nuova fase, una fase in cui dovrò definirmi in un nuovo modo e in cui tutto sarà diverso.

Con oggi inizio a mandare il mio curriculum in giro, ma questa volta è diverso. Questa volta non mando il curriculum pensando “vediamo se trovo un lavoretto da fare mentre concludo gli studi”. No, questa volta lo mando pensando “DEVO trovare un lavoro”.

E questo mi mette un po’ di ansia e inizio a farmi ventimila paranoie.

“Il mio curriculum è abbastanza decente?”, “E se non trovo niente?”, “Oddio, finirò a vivere sotto un ponte!”, ecc…

Ieri sera il mio ragazzo ha visto che ero in ansia e mi ha chiesto cosa avessi. Quando gli ho spiegato il problema mi ha detto “Beh, considerando che mezza Italia è disoccupata e in cerca di lavoro, non è che le tue paranoie siano poi così originali”.

In effetti non ha tutti i torti. Quale neolaureato non ha le stesse preoccupazioni che ho io in questo momento?

Non credo di pretendere niente di impossibile, comunque. Non sogno chissà quale lavoro. Vorrei solo trovare qualcosa di inerente ai miei studi, che mi piaccia davvero, e vorrei rimanere a vivere nella città che mi ha adottata dal primo anno di università.

Questi sono i miei unici requisiti. Chiedo troppo?

Non mi interessa lavorare in un’azienda super figa, fare carriera o diventare miliardaria. Certo, non dico che mi dispiacerebbe se succedesse, ma non è fondamentale. In questa fase della mia vita do più importanza alla mia felicità.

Ho bisogno di fare un lavoro che mi renda felice e che mi appassioni. Non voglio tornare a casa la sera, stanca e depressa, odiando il mondo intero e senza avere tempo di fare quello che mi piace fare.

Le mie idee rispetto a qualche anno fa sono cambiate completamente.

Quando ero più piccola dicevo di volere un lavoro che mi permettesse di fare tanti soldi. Ricordo quella volta in cui la mia insegnante di scienze delle medie ci raccontò che per fare l’insegnante aveva rifiutato un lavoro in una grande azienda dove le offrivano il doppio del suo stipendio e non si pentiva della sua scelta perché insegnare la rendeva felice e la sua felicità era più importante dei soldi guadagnati.

Quella volta avevo pensato “che stupida, io avrei scelto il lavoro con lo stipendio più alto”, ma oggi non la penso più così.

Oggi sono d’accordo con la mia professoressa di scienze: la mia felicità è più importante dei soldi.

Questo, però, aggiunge un’ulteriore paranoia alla mia lista: “e se l’unico lavoro che trovo è un lavoro che odio da morire?”.

Lo so, anche questa paura non è poi così originale. Il mondo è pieno di persone che, pur odiando il proprio lavoro, continuano a farlo perché hanno bisogno di soldi.

So che in tanti pensano che il lavoro è lavoro e che non deve piacere per forza, ma io non sono d’accordo. Non voglio passare 8 ore al giorno per il resto della mia vita ad odiare quello che faccio.

Che senso avrebbe? Cosa mi rimarrebbe alla fine di tutti quei giorni che ho odiato? Non credo proprio che alla fine ci sia un premio per chi si “sacrifica” in questo modo tutta la vita.

Ho tanto disprezzato le domeniche sui libri mentre fuori è bel tempo, la sessione autunnale che ti costringe a studiare durante le vacanze estive (ma anche quella invernale che ti costringe a studiare durante le vacanze di natale :p), i professori che non rispondono mai alle email e quelli che si credono Dio sceso in terra…ma alla fine dei conti mi rendo conto che l’università è un porto sicuro.

Finché ci sei dentro sai cos’è che devi fare, sai qual è il tuo obiettivo finale, non hai grandi decisioni da prendere. Quando finisci, davanti a te si aprono un milione di possibilità, ma anche un vuoto immenso, e scegliere non è poi così semplice.

E così come ho iniziato ad apprezzare il liceo solo dopo averlo concluso, così anche stavolta inizio ad apprezzare i lati positivi dell’università solo dopo essermi laureata…story of my life!

Non fate come me 🙂

4 pensieri su “Soldi o felicità?

  1. Vedrai che troverai il lavoro dei tuoi sogni… pensavo esattamente le stesse cose che hai scritto, ho cambiato una decina di lavori proprio perché nessuno mi rendeva felice.
    Se non avessi pensato in questo modo non sarei mai riuscita ad aprire la mia palestra…
    L’ importante è provare…alla fine saprai esattamente cosa vorrai e lo troverai😉
    Sii testarda e non mollare !

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  2. Anch’io ,quando ho cambiato lavoro, me ne sono andato nonostante mi offrissero più soldi per rimanere.
    La penso anch’io cosi’.
    Però diciamoci la verità: è un lusso che ci si può permettere solo quando i soldi che abbiamo già ci bastano.
    Una volta dicevano: la felicità è quella cosa di cui ci si può preoccupare quando si ha la pancia già piena.

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