La mia parola del 2019

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Risparmio

Questa sarà una delle parole che mi accompagneranno per tutto il 2019.

Non sono mai stata una persona spendacciona, non ho accumulato debiti per vestiti di marca o serate in discoteca, eppure in questi ultimi mesi mi sono resa conto che finisco per sprecare notevoli quantità di denaro in tante piccole spese: la bottiglietta d’acqua al bar, il pacchetto di cioccolatini alla cassa del supermercato, il rossetto in offerta a 4 euro, ecc.

Insomma, tutte quelle cose a pochi euro che sul momento mi fanno pensare “Che sarà mai” ma che poi, sommate insieme a fine mese, finiscono per raggiungere centinaia di euro.

La prima spesa che ho deciso di tagliare è stata quella relativa alla mia pausa pranzo. Fino a pochi mesi fa avevo l’abitudine di acquistare al supermercato cibi pronti come un panino oppure una vaschetta di riso freddo. In questo modo il mio pranzo mi veniva a costare dai 3 ai 5 euro.

Vedendo i miei colleghi che andavano al bar o al ristorante a mangiare spendendo almeno 8 euro finivo con il pensare che la mia non fosse poi una spesa così alta, anzi in confronto a loro stavo risparmiando molti soldi.

Ma mi è bastato fare un semplice calcolo per rendermi conto che quella che a me sembrava una piccola spesa giornaliera si trasformava in una spesa enorme a fine anno.

4 euro al giorno sono 80 euro al mese…e più di 800 euro a fine anno. Soldi con cui potrei tranquillamente finanziarmi un bel viaggio, per esempio!

Così due mesi fa ho preso una decisione: basta cibo pronto per la pausa pranzo.

Ho cominciato a prepararmi qualcosa la sera prima, metterlo in un contenitore e portarlo a lavoro.

Dopo poco il mio ragazzo ha deciso di imitarmi, così adesso ci alterniamo nella preparazione del pranzo e io devo cucinare soltanto 3 volte a settimana, perché le altre volte ci pensa lui.

Mi sono comprata anche una borraccia che posso riempire ogni volta che voglio, quindi addio anche a tutte le bottigliette di plastica che acquistavo. E in questo caso non sarà soltanto il portafoglio a ringraziarmi ma anche l’ambiente.

Il motivo per cui ho deciso di stare più attenta a quanto spendo è che il mondo del lavoro è talmente incerto che da un giorno all’altro potrei ritrovarmi senza lavoro e quindi voglio essere preparata.

Se il mio conto è completamente vuoto mi ritroverei con tanta fretta di trovare un nuovo impiego e potrei essere costretta ad accettare qualche proposta indecente (vedi tirocini full time a 400 euro al mese…) solo perché ho un disperato bisogno di soldi.

È stata una mia amica ad accendere in me questo desiderio di risparmio raccontandomi la vicenda di una sua collega che si è licenziata per tornare a studiare dicendo che sul suo conto corrente c’erano abbastanza soldi da permetterle di vivere per almeno due anni senza dover lavorare.

E questi soldi non le sono piovuti dal cielo: è riuscita a metterli da parte in circa 3 anni di lavoro stando attenta a tutte le piccole spese e, soprattutto, vivendo al di sotto delle sue possibilità economiche.

Ecco, questa ragazza è stata per me una grande fonte di ispirazione!

Certamente la spesa per la pausa pranzo è stata soltanto un’inizio, ci sono tante altre cose su cui devo lavorare. Adesso, ad esempio, sto iniziando ad occuparmi della spesa per il cibo in generale: cosa mi fa spendere di più? Cosa posso eliminare?

Insomma, c’è ancora tanto lavoro da fare ma sono davvero motivata a farlo!

4 pensieri su “La mia parola del 2019

  1. E’ ormai da anni che io mi preparo la cosidetta “schiscetta”. Magari durante il week end mi preparo piatti con dosi più abbondanti da consumare durante la pausa pranzo in ufficio. Solo una volta alla settimana mi concedo una pizza da asporto. Nel supermercato di fronte al mio ufficio esiste un angolo che le prepara al momento e magari ne approfitto quando la sera prima ho fatto la spesa della settimana e non ho voglia di spadellare.

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