Chi si rivede…

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Dopo mesi di assenza ho finalmente deciso di riprendere in mano questo blog.
Perché sono sparita? Niente di particolare, semplicemente per mancanza di tempo.

Sono passata dall’essere una disoccupata con talmente tanto tempo a disposizione da non sapere come occuparlo all’essere un’occupata full-time e pendolare che esce di casa alle 7.00 e ritorna alle 19.00.

Cos’è successo in questi mesi? Durante il mio periodo di disoccupazione il mio umore era sotto i piedi. Mi sentivo inutile, sentivo di aver fallito nella vita. Mi sembrava che tutti intorno a me avessero lavori da sogno e stessero andando avanti con le loro vite mentre io rimanevo immobile.

Poi, finalmente, sono stata assunta da un’azienda. Improvvisamente tutti i miei problemi sembravano risolti: non ero più inutile, anch’io avevo una “carriera”, il mio umore era alle stelle.
Ma non è durato molto. Dopo appena qualche mese ho ricominciato a stare male, a vedere tutto nero e a lamentarmi di qualsiasi cosa…

“Il lavoro che faccio è noioso”, “Non faccio altro che lavorare, non ho tempo di fare niente”, “Devo andare dal dentista ma non posso prendere ore di permesso”, e così via. Un continuo lamentarmi e infastidirmi per qualsiasi cosa. E a questo si aggiungeva un gran senso di colpa nel vedere altri ex compagni di corso che invece il lavoro non lo avevano neanche trovato. Perché io non riuscivo semplicemente ad essere contenta di quello che avevo?

Sono andata avanti così per mesi, poi è successo qualcosa: il mio contratto di lavoro si è avvicinato alla scadenza e per qualche settimana sono rimasta nel limbo del “me lo rinnoveranno oppure no?”
Ho iniziato a sentire un senso di panico: mi immaginavo mentre ricominciavo a mandare mille curriculum in giro senza ricevere nessuna risposta, mentre facevo colloqui in cui mi venivano fatte proposte ridicole, ho cominciato a provare nuovamente quel senso di fallimento…e improvvisamente mi sono resa conto che avere quel lavoro era meglio che non averlo e ho deciso che dovevo smetterla di lamentarmi una volta per tutte.

Alla fine le mie preghiere sono state ascoltate: l’azienda mi ha prolungato il contratto per altri 6 mesi e il mio atteggiamento è cambiato. Continuo a pensare che il mio lavoro sia spesso noioso, che preferirei passare le giornate in altro modo, ma adesso vado in ufficio più volentieri, cerco di apprezzare le cose positive. Il mio tempo libero è tuttora praticamente inesistente, ma ho imparato a organizzarmi meglio per sfruttare ogni singolo momento che ho.

Ma soprattutto ho capito che lamentarmi e basta non serve a niente, se non a stare male. Tanto male. E passare le giornate a pensare a quanto non mi piace una cosa non ne farà piovere dal cielo una migliore.

Per questo nell’ultimo periodo ho cominciato a riflettere su quello che voglio davvero dalla mia vita, e non mi riferisco solo al lavoro, ma in generale a tutto. Che vita voglio? Che tipo di persona voglio essere? Come voglio passare le mie giornate? Rispondere davvero a queste domande non è semplice, perché la verità è che sono molto brava a dire cosa NON voglio e poco a dire quello che invece voglio davvero. Ma è il primo passo fondamentale per cambiare ciò che non mi soddisfa, perché le cose non accadono da sole, sono io a doverle far accadere.

3 pensieri su “Chi si rivede…

  1. Bentornata, secondo me ci vorrebbe un equilibrio con il lavoro… È importante avere un occupazione e uno stipendio, ma ci vorrebbe anche una buona dose di tempo libero da sfruttare come più ci piace

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