8 cose che ho fatto a Oslo

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Il parco davanti alla Cattedrale di Oslo

La scorsa settimana ho passato qualche giorno a visitare la mia prima città scandinava: Oslo! Faceva freddo, ma meno di quello che mi aspettavo. La temperatura non è mai scesa sotto i -6° C e di questo sono molto felice, perché la settimana prima la temperatura media era di -11° C, quindi direi che mi è andata bene.

In ogni caso, prima di partire mi sono comprata una giacca da montagna da Decathlon e maglie e pantaloni termici, giusto per sicurezza 😀

Oslo mi è piaciuta davvero molto. È una città moderna, pulita ed efficiente…è anche super cara, ma per una vacanza low cost basterebbe prenotare un appartamento invece che un hotel in modo da non dover mangiare fuori.

Questa volta sono riuscita a vedere solo la capitale, ma spero di riuscire a tornare in Norvegia nei prossimi anni per vendere qualche altra città e i paesaggi del nord.

Anche questa volta ho seguito T. che doveva andare a Oslo per un viaggio di lavoro. I primi giorni ho girato sempre da sola perché lui era a lavoro e ci trovavamo soltanto la sera a cena, gli ultimi due giorni, invece, li abbiamo passati insieme. Quindi posso dire che questo è stato un mezzo viaggio in solitaria e sono molto fiera di me! 🙂

Ecco le 8 cose che ho fatto a Oslo in questi giorni:

1) Ammirato le opere d’arte in mezzo alla neve
Vigeland Park è il più grande parco al mondo dedicato all’esposizione permanente delle opere d’arte di un unico artista (Gustav Vigeland). La statua più famosa è quella del bambino furioso che viene riportata spesso su cartoline e souvenir vari. L’accesso al parco è gratuito e in questo periodo è ovviamente ricoperto di neve. È stato bello passeggiare tra la neve ammirando le sculture, ma sono riuscita a resistere soltanto un’ora e mezza, poi mi sono dovuta rinchiudere in un bar perché stavo congelando.
In estate dev’essere bellissimo!

2) Venduto un rene per mangiare al ristorante
Il costo medio di una cena fuori a Oslo è di circa 30 euro e questo comprende un piatto unico (molto abbondante) e una bevanda (non alcolica, ovviamente! Una birra da 0,30 l costa almeno 9 euro!!). Nei posti indicati come economici su TripAdvisor si spendono comunque almeno 15/20 euro. Se avete un budget limitato non avventuratevi mai in un locale prima di aver letto i prezzi nei menù fuori o su Internet!
In ogni caso, devo dire che ho mangiato davvero bene. Avevo letto che a Oslo si mangia male, ma secondo me non è assolutamente vero. Si mangia bene…peccato che si spenda troppo! XD

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Salmone con patate e verdure
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Spezzatino di renna

3) Trovato la mia casa (anzi, le mie case) dei sogni
Il primo giorno ho visitato la zona del porto fino ad arrivare al museo di Arte Contemporanea. Ecco, proprio lì ho scoperto l’appartamento dei miei sogni. Tutto vetrato con una splendida terrazza che da sul mare. Ho pensato “Voglio vivere qua, non esistono case più belle di questa!”.
Qualche giorno dopo sono stata nella penisola di Bygdøy e ho scoperto che invece sì, esistono case ancora più belle.
Ah, comunque entrambe le case costano giusto qualche milione di euro…ehm…magari nella prossima vita!

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Il primo appartamento dei miei sogni
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La vista dall’appartamento
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La seconda casa dei miei sogni

4) Camminato in un’isola deserta
Con un semplice biglietto giornaliero è possibile utilizzare qualsiasi mezzo di trasporto della città: autobus, tram, metro…e anche il traghetto! Così ho preso il traghetto per visitare le isolette davanti a Oslo. Sono scesa a Hovedøya (che si raggiunge in 8 minuti) e a Lindøya (che si raggiunge in 15 minuti). È stata un’esperienza surreale! A Hovedøya c’è un monastero in rovina, qualche casa abitata e un piccolo bosco. Ho passeggiato per un’ora tra la neve godendomi la pace e il silenzio e la bellissima vista dalla riva. Poi ho ripreso il traghetto (in inverno passa ogni ora fino alle 17) e sono scesa a Lindøya, dove c’erano solo centinaia di casette in legno colorate una accanto all’altra e nemmeno una persona in giro. Le casette, infatti, sono residenze estive. Ho passeggiato anche qua per un’ora in mezzo alle casette e ogni tanto pensavo “Oddio, qualcuno potrebbe uccidermi e nessuno lo verrebbe a sapere”. È stato bellissimo e un po’ inquietante allo stesso tempo, ma è un’esperienza che consiglio assolutamente.

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Isola di Lindøya
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Vista da Hovedøya 

5) Trovato l’ennesimo ponte dei lucchetti
Mentre passeggiavo nel parco lungo il fiume Akerselva ho scoperto l’ennesimo ponte con i lucchetti degli innamorati. La prima volta che ho sentito parlare dei ponti con i lucchetti credo sia stato ormai mooolti anni fa quando ho letto il libro di Moccia e da quanto ne so è stato lui che ha lanciato la moda a Roma, ma nelle altre città? Se qualcuno ne sa qualcosa me lo scriva nei commenti, sono curiosa! 🙂

 

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6) Rischiato l’ipotermia nella crociera tra i fiordi
L’ultimo giorno io e T. abbiamo avuto la brillante idea di fare la crociera tra i fiordi. Due ore in giro per il mare in una barca praticamente aperta con -3°C. E non eravamo gli unici, c’era almeno altri 100 geni insieme a noi! I primi venti minuti sono stati belli: tutti scattavamo foto e ci guardavamo sorridenti; dopo abbiamo iniziato a sentire freddo: i sorrisi hanno cominciato a spegnersi e tutti facevano a gara per accaparrarsi le coperte messe a disposizione. L’ultima mezzora è stata una vera agonia: ci guardavamo tutti mogi mogi chiedendoci chi ce l’avesse fatto fare e nessuno scattava più foto. Insomma, esperienza bellissima, ma magari da fare in estate! 😀

7) Scoperto un angolo di storia
Vicino al quartiere di Grunerlokka ci sono due stradine, Damstredet e Telthusbakken, in cui si trovano le casette di legno tradizionali norvegesi. Mi è piaciuto molto vedere queste casette nel mezzo di una città con edifici super moderni come Oslo, sembra quasi un piccolo mondo a sé.

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Damstredet

8) Rischiato di cadere dal tetto dell’Opera House
Il Teatro dell’Opera di Oslo si trova nella zona del porto e ha un tetto inclinato dove è possibile salire per ammirare il panorama. In inverno con la neve è, ovviamente, tutto mezzo ghiacciato e per questo ci sono dei cartelli con scritto “Pavimento scivoloso, sali a tuo rischio e pericolo”. Ho titubato un attimo, gli scalini sembravano soltanto una lunga distesa di ghiaccio, poi ho visto che c’erano altre persone già in cima e mi sono detta “Ma sì, che vuoi che sia!”. Arrivare fin su è stato facile, ma quando poi ho guardato in basso ho pensato “Oddio, e adesso come scendo?!”. Insomma, sono scesa aggrappandomi al corrimano della scala, rischiando di scivolare non so quante volte, però ne è valsa la pena, dai!

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L’Opera House di Oslo

 

 

 

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